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Salsomaggiore Terme - Istituto Alberghiero Magnaghi

Salsomaggiore Terme - Istituto Alberghiero Magnaghi

Venerdì 12 aprile 2019, presso l’Istituto Alberghiero Magnaghi di Salsomaggiore Terme, Fedagripesca Confcooperative Emilia Romagna e Fedagripesca Confcooperative Parma hanno organizzato un’insolita lezione finalizzata alla conoscenza delle tipicità enogastronomiche della regione Emilia Romagna, che ci fanno contraddistinguere in tutto il mondo, e sull’importanza del mondo cooperativo all’interno del tessuto produttivo imprenditoriale regionale, che vede la forma d’impresa cooperativa eccellere ed essere protagonista.

Categorie: Formazione

Alla lezione in aula magna erano presenti due classi di prima dell’Istituto, una quarantina di ragazzi complessivamente, ed il dott. Daniele De Leo, esperto in comunicazione agroalimentare con particolare attenzione alle tipicità territoriali (DOP – IGP), ha sollecitato gli studenti conducendo l’anomala lezione in maniera molto interattiva, coinvolgendo i giovani nelle riflessioni alternando gli interventi di studio con prove pratiche ed improvvisazioni arrivando a creare un birrificio  cooperativo  (visti gli ospiti).

E’ stata distribuita a tutti gli studenti la guida “Emilia Romagna – Il Gusto della Cooperazione”, libretto che è il filo conduttore delle lezioni; hanno contribuito alla realizzazione di questa giornata particolare 2 cooperative molto importanti per il tessuto produttivo limitrofo, Articioc ed il caseificio Agrinascente

Per Articioc è intervenuto il Presidente Luca Manici che ha spiegato che Articioc Coop Sociale nasce nel 2014 ma il progetto è forte dell’esperienza maturata, negli ultimi nove anni, dai suoi soci fondatori nell’associazione culturale ALTAFERMENTAZIONE di Parma, una delle prime associazioni locali ad affiliarsi a Unionbirrai, l’associazione nazionale che ha permesso lo sviluppo del movimento birra artigianale in Italia.

Articioc, in dialetto parmigiano, ma anche in molti altri dialetti nazionali, addirittura nella lingua inglese (artichoke) o francese (artichaut), significa carciofo ed il carciofo rappresenta la terra, i sapori contadini, la buona tavola, la forza di difendere con le spine la parte più nobile: il cuore.

Nove anni di eventi organizzati nei pub cittadini, di corsi di degustazione, di homebrewing ci hanno consentito di acquisire un patrimonio unico di competenze relative alla produzione della birra artigianale, nella creazione di eventi, nelle relazioni con pub, locali, distributori e appassionati, ma anche relazioni con associazioni di volontariato.

L’esperienza maturata negli anni, coniugata alla nostra crescente attenzione per il mondo del Sociale, ci ha fatto comprendere che la gestione di un birrificio ben si abbina ad una progettualità volta alla costituzione di una realtà imprenditoriale con risvolti sociali, che abbia come finalità quella di impiegare personale svantaggiato, soprattutto lavoratori con problemi o con disabilità fisiche.

La scelta della birra artigianale come prodotto finale è quanto mai mirata. Il processo di produzione della birra consta di diverse fasi: macinazione del malto, cottura, insaporimento, fermentazione, imbottigliamento, tappatura, etichettatura, inscatolamento. Ciò permette di coinvolgere/inserire lavoratori con competenze diverse, offrendo a ciascuno un ruolo/compito col quale prendere confidenza, migliorarsi e realizzarsi; l’obiettivo finale è quello di arrivare in un paio di anni a possedere un sito di produzione, dove due o tre lavoratori svantaggiati potranno trovare impiego.

  

A parlare di Parmigiano Reggiano è stato Andrea Ramelli, magazziniere del Caseificio Sociale Agrinascente di Fidenza; Andrea ha portato la propria esperienza decennale di cooperatore, esperienza che ha appreso in casa dal padre, ed ha spiegato l’importanza della produzione del parmigiano reggiano nel tessuto produttivo locale; oltre a ripercorrere la tradizione secolare di questo formaggio noto in tutto il mondo, Andrea ha interloquito con i ragazzi presenti, appassionati e curiosi nel conoscere meglio le varie fasi della produzione, le tecniche specifiche e le diverse stagionature del prodotto, invitandoli ad andare a trovarlo, anche a partire da questo fine settimana dove ci sarà l’appuntamento con “Caseifici Aperti”.

Andrea ha raccontato che nel 2002 è stato inaugurato il nuovo caseificio Agrinascente, con 32 caldaie capaci di produrre 64 forme di Parmigiano Reggiano al giorno, lavorando i 120.000 quintali di latte all’anno forniti da 6 soci per un totale di circa 23.000 forme nel proprio magazzino di stagionatura a clima controllato.

Nel 2014 avviene anche un nuovo cambiamento, viene creato un brand di prodotto, Parma2064, dal numero di matricola del caseificio attribuito dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, un identificativo univoco, esclusivo, impresso sullo scalzo di tutte le forme, un marchio che vuole creare distintività sul mercato da parte di chi, già dalla campagna nella produzione dei foraggi, inizia ad avere cura del risultato finale del proprio sforzo.

Oggi per andare incontro alle diverse esigenze dei consumatori, il caseificio è stato uno dei primi a produrre Parmigiano Reggiano DOP Halal, proveniente da filiera unica certificata dalla Halal International Authority e, da poco, si è dotato anche di Parmigiano Reggiano Kasher ed il caseificio di Zibello è il primo totalmente impegnato nella produzione di Parmigiano Reggiano che rispetta la tradizione ebraica.   

Davide Pieri, di Fedagri Confcooperative Emilia Romagna e Claudio Barilli, di Confcooperative Parma, insieme a De Leo hanno partecipato alle varie fasi dell’incontro, sottolineando l’importanza ed i valori distintivi delle realtà cooperative; Barilli ha evidenziato l’importanza ed i valori distintivi delle realtà cooperative, presidio territoriale e luogo naturale dove cercare risposte ai mutevoli bisogni della società attuale; Pieri ha ribadito come la storia di questa regione testimonia l’importanza della cooperazione in tutti i settori, non solo quello agricolo ed agroalimentare.

Durante l’incontro, gli studenti sono stati ampiamente coinvolti ed hanno dimostrato un’ottima preparazione di base e l’incontro, che si è concluso con un festoso assaggio di alcuni prodotti portati dagli anomali docenti, è stato curato e realizzato grazie alla disponibilità ed alla passione del prof. di cucina Antonio Capai e dal prof. di sala Mario Della Gatta.

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