Archivio

Reggio Emilia - Istituto Agrario “Zanelli”

Reggio Emilia - Istituto Agrario “Zanelli”

Il 29 marzo 2019, presso: l'Istituto Agrario “Zanelli” di Reggio Emilia si è tenuto un incontro di promozione cooperativa nelle scuole con Daniele De Leo, agronomo esperto in produzioni DOP e IGP, Davide Pieri di Confcooperative Fedagripesca Emilia Romagna, Fabrizio Ricchi di Confcooperative Reggio Emilia con tre classi di quarta, una 90tina di ragazzi circa, che ha visto la partecipazione anche di alcune importanti realtà cooperative: Marta Guatelli, della cooperativa agricola La Lucerna,  Adriano Saccani, vicepresidente della Cantina di Gualtieri, Sergio Benati, consigliere del Caseificio “Castellazzo” e Massimo Zaghi, direttore tecnico della C.A.T. (Cooperativa Agroenergetica Territoriale) di Correggio.

Categorie: Formazione

Alla lezione in aula magna i ragazzi hanno risposto molto positivamente alle sollecitazioni proposte in maniera molto interattiva da De Leo e, durante l’anomala lezione, si è spaziato sul mondo cooperativo coinvolgendo i giovani nelle riflessioni alternando gli interventi di studio con prove pratiche ed improvvisazioni, arrivando ad ipotizzare la formazione di una cooperativa in aula.

E’ stata distribuita a tutti gli studenti la guida “Emilia Romagna – Il Gusto della Cooperazione”, che è il filo conduttore delle lezioni e sono state fatte numerose suggestioni e richiami ai prodotto di eccellenza che offre la regione Emilia Romagna, prima nelle produzioni DOP ed IGP in Italia ed in Europa.

Marta Guatelli ha raccontato che, dopo anni di volontariato fatti nella struttura, è oggi una giovane socia della Cooperativa Agricola La Lucerna; la cooperativa è nata da una scelta di vita e di lavoro di un gruppo di amici che nel 1987 si sono costituiti in Cooperativa Agricola creando un piccolo movimento di accoglienza verso persone in difficoltà, dove tutti i membri possono partecipare secondo le proprie capacità, dove il fine ultimo non sia solo il reddito ma soprattutto il bene comune dei soci.

Da queste premesse nasce “La Lucerna” e nasce la decisione dell'Agricoltura Biologica, un modo di coltivare che riconosce nell'ecosistema un valore superiore in cui l'agricoltore si può inserire pienamente per portare sulle nostre tavole i nostri prodotti, sempre freschi, che si possono trovare nei mercati locali della zona o tramite appositi  “Punti di consegna” (per gruppi o GAS).

Marta ha invitato i ragazzi ad andare a trovarla e li ha incoraggiati a cercare la loro strada, senza abbattersi di fronte alle normali difficoltà che incontreranno ed ha consigliato loro lo strumento cooperativo perché democratico ed utile alla realizzazione dei propri interessi, in base alle competenze di ogni socio.

 

Sergio Benati, ha poi parlato del re dei formaggi, il Parmigiano Reggiano, un formaggio composto da solo tre ingredienti, latte, sale e caglio, materie prime che da oltre cento anni vengono trasformate con amore al Caseificio Castellazzo, così come negli altri circa 330 caseifici dove è possibile produrre questa eccellenza.

Il segreto del Castellazzo è un po' il segreto del Parmigiano Reggiano: la semplicità e la genuinità; il caseificio è attualmente una delle più importanti realtà produttiva a livello provinciale, con 80.000 quintali di latte lavorato per circa 18.000 forme all’anno di Parmigiano Reggiano; il volume di attività del caseificio è andato costantemente aumentando, così come è andata aumentando l’attenzione alla qualità del prodotto: il nostro è infatti stato uno dei primi caseifici della Provincia ad ottenere la certificazione del Sistema Gestione Qualità in conformità alla norma UNI EN ISO 9001.

Il Parmigiano-Reggiano è un formaggio DOP, a pasta dura, prodotto con latte crudo, parzialmente scremato per affioramento, senza l'aggiunta di additivi o conservanti; la zona di produzione del Parmigiano-Reggiano comprende le province intere di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del fiume Reno e Mantova a sud del fiume Po.

Anche Sergio ha invitato i ragazzi ad andare a trovarlo per vedere da vicino come si fa il formaggio.

Adriano Saccani, vicepresidente della Cantina di Gualtieri, ha raccontato come da oltre 60 anni prosegue l’esperienza iniziata da ventuno uomini che avevano capito che modernizzazione delle produzioni e valorizzazione del territorio erano il connubio vincente, da portare avanti insieme. Oggi la Cantina di Gualtieri è una realtà profondamente radicata nel territorio e nella sua struttura sociale ed economica.

Adriano ha raccontato della sua lunga esperienza in cantina, dove l'aria frizzante del Lambrusco l’ha sempre fatta da padrona, portando i nostri vini ad essere apprezzati in tutta Italia e all'estero, soprattutto in bottiglia, ma anche come vino da taglio per fornire colore con le uve Maestri ed Ancellotta.

Soddisfare gli intenditori più esigenti è stata da sempre la nostra arte, la nostra passione e la nostra scommessa ed invogliare giovani come voi ad intraprendere un percorso nella vitivinicoltura è il compito che ha oggi un pensionato come me, perché anche voi con orgoglio possiate trovare e raccontare la vostra professione.

Da ultimo, Massimo Zaghi ha letteralmente rapito i giovani allievi raccontando e spiegando la storia della C.A.T. (Cooperativa Agroenergetica Territoriale), cooperativa nata per portare a valore l’utilizzo di residui organici e di scarti della lavorazione, al fine di favorire l’attivazione di filiere agri-energetiche che risultino sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che economico, per poter produrre sia energia elettrica che calore.

Quello di CAT è un progetto in grado di guardare lontano, che coinvolge i produttori del territorio al fine di produrre elettricità, calore e fertilizzante agricolo di alta qualità; il tutto in maniera sostenibile e soprattutto senza mettere a rischio la biodiversità in agricoltura e le produzioni alimentari e senza causare fenomeni di deforestazione e spreco d’acqua.

Decisamente affascinante e coinvolgente la presentazione fatta da Massimo, condita con numeri e proiezioni future sulla sostenibilità ambientale che hanno fatto molto riflettere i presenti; anche lui, come tutti gli altri ospiti alla lezione, ha invitato i professori presenti ad andare a trovarlo con delle classi dell’istituto.

Davide Pieri, di Fedagripesca Confcooperative Emilia Romagna, e Fabrizio Ricchi, di Fedagripsca Confcooperative Reggio Emilia, insieme a De Leo, hanno partecipato attivamente alle varie fasi dell’incontro, sottolineando l’importanza ed i valori distintivi del sistema cooperativo e l’importanza del mondo cooperativo in Emilia Romagna, in tutti i settori non solo nel comparto agroalimentare.

L’incontro, che si è concluso con un festoso assaggio dei prodotti portati dagli anomali docenti, è stato curato e realizzato grazie alla disponibilità ed alla passione del professor Maicol Sacchetti, coadiuvato dal Vice Preside Mario Ferrari.

30
Print