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Imola - Istituto Tecnico Agrario “Scarabelli - Ghini”

Imola - Istituto Tecnico Agrario “Scarabelli - Ghini”

Il 25 marzo 2019, presso l'Istituto Tecnico Agrario “Scarabelli - Ghini” di Imola, si sono tenute due mattinata di promozione cooperativa nelle scuole, che hanno visto coinvolte 4 classi di terza a gruppi di due classi per volta; all’incontro erano presenti Daniele De Leo, agronomo esperto in produzioni DOP e IGP, Davide Pieri di Fedagripesca Confcooperative Emilia Romagna, Letizia Fabbri di Confcooperative Bologna, Andrea Galli direttore di Agripat, Stefano Zamboni della Clai e Maurizio Baldisserri, Presidente della cantina Cavim.

Categorie: Formazione

Gli incontri, che si sono svolti in aula magna, hanno evidenziato dei giovani ben preparati e competenti sulle materie, che hanno risposto positivamente alle sollecitazioni proposte in maniera molto interattiva durante l’anomala lezione; i giovani circa una cinquantina di alunni per volta, sono stati coinvolti nelle riflessioni alternando gli interventi didattici con prove pratiche ed improvvisazioni.

E’ stata distribuita a tutti gli studenti la guida “Emilia Romagna – Il Gusto della Cooperazione”, che è il filo conduttore delle lezioni e che illustra le principali filiere produttive regionali indicando i prodotti e dove si possono acquistare, oltre ai depliant illustranti la propria realtà, portati dai partecipanti all’incontro.

Il dottor De Leo si è soffermato sulle specificità delle produzioni di eccellenza DOP (Denominazione Geografica Protetta) ed IGP (Identificazione Geografica Protetta), nelle quali la nostra regione eccelle come prima in Italia ed in Europa ed è stato il conduttore della mattinata, spiegando le particolarità delle produzioni ed introducendo al momento giusto del discorso i protagonisti presenti.

 

Letizia Fabbri di Confcooperative Bologna ha evidenziato l’importanza ed i valori distintivi delle realtà cooperative, presidio territoriale e luogo naturale dove cercare risposte ai mutevoli bisogni della società attuale; la storia di questa regione testimonia l’importanza della cooperazione in tutti i settori, non solo quello agricolo ed agroalimentare e proprio Imola è una città con uno dei più alti indici di imprenditorialità cooperativa.

 

Andrea Galli ha spiegato che Agripat, società cooperativa agricola riconosciuta quale "organizzazione di produttori patate", ai sensi delle normative comunitarie, nazionali e regionali, organizza la vendita per i produttori ricadenti nella provincia di Bologna e soci del Consorzio Patata di Bologna D.O.P.; effettua le attività di raccolta, manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di patate e di prodotti ortofrutticoli conferiti prevalentemente dai soci.

Svolge anche assistenza tecnica diretta e divulgativa con particolare riguardo all'applicazione dei disciplinari di produzione e partecipa attivamente al “consorzio delle Buone Idee” detentore del marchio "Selenella"; Galli ha detto ai ragazzi che la patata è la 4° coltivazione al mondo e si è appassionato raccontando storia e prospettive.

 

Stefano Zamboni ha parlato della CLAI (Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi), cooperativa agricola che opera nell’agroalimentare sia nel settore dei salumi, con una particolare specializzazione nel segmento del salame, che in quello delle carni fresche bovine e suine.

L’azienda opera principalmente in due stabilimenti: a Sasso Morelli di Imola (BO) dedicato alla produzione dei salumi e a Faenza (RA) dove si effettuano macellazione e sezionamento dei bovini e dei suini, adottando le procedure operative più avanzate per assicurare il benessere animale e alti standard di qualità nel sistema di trasformazione e lavorazione.

 

La cooperativa è composta sia da soci allevatori produttori, che da lavoratori che vengono impiegati nelle “Macellerie del Contadino”, 8 negozi dedicati alla vendita di alta qualità; proprio nei negozi Clai si racchiude anche la storia della sua famiglia che vede suo padre come uno dei primi lavoratori in negozio, seguito da lui stesso che dopo un periodo di gavetta è diventato responsabile del negozio di Vicolo Inferno, per finire a suo figlio, oggi Responsabile Qualità dei salumi (…e poi anche sua moglie lavora in Clai).

La sua storia familiare è simile alla storia di tanti altri soci e famiglie di Clai e racconta come la cooperazione sia un tipo di impresa radicata nel territorio e transgenerazionale; oggi la Clai impiega più di 450 lavoratori per un fatturato annuo di circa 300 milioni di euro.

 

Maurizio Baldisserri, emozionato perché era stato anche lui studente dello Scarabelli, ha raccontato l’importanza della vitivinicoltura nella nostra regione, evidenziando come Cavim, nata nel 1992 dalla fusione della Cantina Sociale di Sasso Morelli e della Cantina Sociale San Biagio di Castel Guelfo, abbia la missione di valorizzare le uve dei propri viticoltori.

La cantina, insieme ad altre 30 cantine provenienti da altre 8 regioni italiane, è socia di Caviro, uno dei maggiori player nazionali noto a tutti per il Tavernello, cooperativa composta da cooperative che, oltre alla produzione delle bottiglie e dei brik di vino si occupa anche della produzione di energia, tramite la lavorazione dei sottoprodotti della vinificazione e di altre produzioni, della produzione e vendita di alcool etilico e della produzione e vendita di acido tartarico, utile per il settore della cosmesi, permettendo l’utilizzo al 100% di quanto conferito.

Baldisserri, così come già fatto precedentemente da Zamboni della Clai, ha invitato i presenti a partecipare alla prossima festa del Contadino, tradizionale festa annuale che si svolge a Sasso Morelli solitamente nella prima metà di settembre, festa che vede proprio nella Cavim e nella Clai i principali protagonisti e festa che conferma l’indissolubile legame fra soci, territori e produzioni.

 

Davide Pieri, ha ribadito la distintività del modello cooperativo, fatto di imprenditorialità dei soci, di scelte democratiche e condivise, di ricchezza che si riversa sul territorio e sui suoi abitanti; questo modello, oggi più che mai, continua ad essere un modello vincente che può dare risposta anche alle legittime e importanti aspirazioni di giovani studenti come i giovani presenti in aula.

Gli incontri, che si sono conclusi con un festoso assaggio di alcuni prodotti portati dagli anomali docenti, sono stati curati e realizzati grazie alla disponibilità, alla passione e alla collaborazione della professoressa Daniela Emiliani, supportata dagli altri colleghi docenti nelle 2 ore di lezione; il dirigente scolastico Gian Maria Ghetti ha portato il proprio saluto in entrambi gli incontri, sottolineando l’importanza per i giovani di simili contatti diretti con le realtà produttive.

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